DISSOLUZIONE

La dissoluzione della società che quindi si trasforma progressivamente in “ex civiltà” occidentale è frutto della dissociazione degli obiettivi dell’esistenza e dell’azione, dai valori spirituali e tradizionali che costituiscono le fondamenta dell’etica e dell’autentica morale del vivere.

Il risultato è il nichilismo ossia l’annientamento dell’essere: il lento e progressivo depauperamento del senso intrinseco del vivere e dei suoi scopi.

Ciò produce generazioni di giovani che delinquono e uccidono per provare nuove sensazioni in un habitat costituito da noia perenne e dispersione dei valori e dei fini, per sgretolamento della matrice, dell’impalcatura ideale che dovrebbe strutturarli.

Pseudointellettuali poi, tramite i giornali, i rotocalchi, la televisione e la rete, inseguono analisi vuote di significato, con l’esclusivo scopo di ottenere autogratificazione ed apprezzamento da parte di altri personaggi come loro o del popolo per il linguaggio forbito utilizzato più che per i contenuti: e avremo sentenze dialettiche come: la causa è il recente COVID che ha sconvolto le menti avendole costrette a rapportarsi con la morte per polmonite di migliaia di esseri umani come loro … la digitalizzazione che ipnotizza i cervelli sprofondandoli nelle sabbie mobili dei social… e altre banalità retoriche del genere.

Tutto ciò che viene interpretato come causa di una improbabile apocalisse generata dalla ipertecnologia non è altro che il fisiologico progresso a cui il mondo è soggetto proprio per le caratteristiche della mente che è pensante, geniale e produttiva e che permette di vivere meglio e più a lungo.
La causa della “dissoluzione” è da ricercare nella perdita dei valori tradizionali, che fatalmente e irrimediabilmente non attraggono più, che quindi non devrebbero necessariamente ricondurre ad una pedante idea di conservatorismo improduttivo, ma rispecchiare e sintetizzare secoli di straordinaria crescita culturale del mondo occidentale.

Attribuire la degenerazione sociale giovanile allo sviluppo e al progresso tecnologico è il classico errore in cui cadono, inevitabilmente e costantemente, tutte le anziane generazioni di ogni epoca: “ ai miei tempi non era così …. non succedevano queste cose … giocavamo con le biglie in strada … ci “sbucciavamo le ginocchia”… non passavamo le giornate davanti ad un computer …”


In foto:

“ La dissoluzione” di Nikolaj Alekseevich Kasatkin (1859-1930)

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